Risposta del GTR all’articolo sulla falconeria pubblicato su Ansa.it del 2 giugno 2015

(Link articolo ANSA)

Spett.le ANSA.it

  Oggetto: Comunicato Stampa

 

Con riferimento all'articolo pubblicato su ANSA.it Ambiente ed Energia del 2 giugno u.s. il Gruppo Tutela Rapaci che opera in Sicilia desidera esprimere il proprio punto di vista sul tema della falconeria che viene spesso presentato in maniera poco chiara e fuorviante. L'articolo parlava dell'utilizzo dei falchi o dei rapaci in genere per gli spettacoli di piazza, in quanto il falconiere intervistato era contrario alle attività di caccia, del costo dei rapaci e della grande attenzione che il detentore di questi animali deve prestare loro per mantenerli in buone condizioni.

Occorre innanzitutto distinguere due aspetti, la falconeria propriamente detta che utilizza il falco per attività venatoria ed un'altra attività che usa le stesse specie di animali (generalmente uccelli rapaci e falconi in particolare) per spettacoli di piazza. La prima è prevista dalla legge sulla caccia, la n. 157/92, si può essere d'accordo o meno, ma è un'attività legittima. La seconda, quella degli spettacoli di piazza non ha niente a che vedere con la falconeria di cui sopra e si estrinseca tramite spettacoli a 17082013-Falconeria o attività economica IMG_1007carattere economico seppur talvolta spacciati per folclore, rievocazioni medievali  o addirittura per educazione ambientale.  Questa seconda categoria di impiego dei falchi è a tutti gli effetti paragonabile all'utilizzo degli animali nei circhi: gli animali vengono impiegati per esibizioni in condizioni innaturali per gli animali stessi. Uccelli che comunque mantengono un certo grado di selvaticità e timore per l'uomo vengono portati in mezzo a folle di persone, uccelli notturni vengono utilizzati di giorno, o in mezzo al frastuono quando essi invece sono specializzati  ad avvertire il minimo fruscio mentre di notte cacciano le loro prede in natura. Animali nati per volare liberi diventano le caricature di se stessi, non certo per un'"arte" ma esclusivamente per motivi economici. Come c'é un movimento contro l'uso degli animali nei circhi, così sta montando un movimento contro la detenzione di questi animali per puro divertimento, spettacolo o comunque per usi commerciali che di arte non hanno proprio nulla. Lo stesso uso dei falchi per allontanare gli altri uccelli dagli aeroporti, il birdstrike, è da dimostrare in termini di efficacia, mentre è certo lo sfruttamento economico. Per tutte queste attività l'aspetto legale comunque è tutto da chiarire.

Non viene detto che solo dalla Sicilia ogni anno vengono prelevati illegalmente dai nidi decine e decine di pulcini di falchi pellegrini, di lanari ed addirittura anche di aquile.

Il Gruppo Tutela Rapaci di cui fanno parte 8 associazioni fra cui LIPU, WWF, EBN, SPA, MAN, CABS, FSN, Coop. Silene ecc., per evitare il depauperamento di queste specie o l'estinzione di quelle più rare come le aquile di Bonelli o i lanari organizza ormai da 5 anni dei campi di sorveglianza che hanno ridotto il furto dei piccoli rapaci. Ma anche quest'anno è stato registrato il furto dei pulcini in due nidi! I piccoli delle aquile trafugate vengono venduti per diverse migliaia o decine di migliaia di euro, solo per fare un esempio dell'entità del traffico illecito. Dove vanno a finire questi piccoli? Ad alimentare il fiorente mercato illegale che si sviluppa all'ombra della falconeria. Ci sono molti animali nati in cattività e regolarmente detenuti con i certificati in regola. Ma è frequente , quando vengono effettuati i controlli, sempre troppo pochi, da parte delle Forze dell'Ordine trovare animali illegalmente detenuti in cui ad esempio i certificati presentano dati (età o specie) diversi da quelli reali del soggetto detenuto, anelli contraffatti ecc..  Nelle celle frigorifere di un "Gran Maestro di Falconeria" oltre a decine di carcasse di falchi "regolari" morti sono stati trovate molte carcasse di falchi "irregolari", privi di anello o di certificato ed animali vivi tenuti in maniera irregolare. Non è vero quindi che i rapaci si comprano solo in cattività, ma purtroppo c'é un commercio fiorente che vive in quanto i controlli sono troppo pochi!