Aggiornamento sullo stato dei campi di sorveglianza e allarme furti

12969283_1090203051038624_541599251_nMomenti difficili per i campi anti-bracconaggio in Sicilia.
Nonostante la presenza di persone sospette e la segnalazione di gente legata al mondo della falconeria recarsi sul posto, il campo 1 continua a controllare e sorvegliare contemporaneamente ben 5 coppie di Aquila di Bonelli, lanari e falchi pellegrini. I campisti si alternano costantemente, operando anche nelle ore notturne e non lasciando mai le postazioni.
Dopo l'assiduo monitoraggio avvenuto giorno per giorno, al campo 2, un sito risulta non occupato dalle aquile di Bonelli, nell'altro si è verificato l'abbandono del nido probabilmente per cause naturali, mentre al terzo sito crescono i due pulli, ormai arrivati alla terza settimana di vita: qui continua la sorveglianza attiva da parte dei campisti, impegnati anche nella ricerca di coppie di lanario.
Il campo 3 è stato sospeso, avendo constatato la presenza di un solo individuo maschio e l'assenza di attività in parete.
Al campo 4, invece, i volontari osservano i due pulcini nati da una decina di giorni, mentre altri gruppi hanno organizzato delle escursioni mirate alla ricerca di ulteriori siti di riproduzione.
La notizia più grave arriva dal campo 5, dove è avvenuto probabilmente il furto delle uova o dei pulcini appena nati alcuni giorni prima dell'inizio programmato delle attività continuative di sorveglianza. L'attività sul campo ha permesso di dare immediatamente l'allarme, in modo da attivare controlli, ricerche e indagini.
Se non ci fosse stato un monitoraggio continuo, si sarebbe perso ulteriore tempo nel confermare l'atto di bracconaggio. Anche per altri siti non sottoposti a sorveglianza continua esistono dei sospetti che possa essere avvenuto il prelievo di uova e pulli.
Alla luce di questo episodio, intendiamo rimarcare la criticità della situazione in Sicilia, con il continuo prelievo al nido ai danni dei rapaci; situazione che è stata di recente sminuita da diverse parti, convinte che le nostre preoccupazioni siano enfatizzate e spesso esagerate. La realtà, tuttavia, è un'altra: ci troviamo a contrastare gruppi organizzati che continuano imperterriti a operare illegalmente e a depredare i nidi. Senza il nostro contributo volontario, senza l'aiuto di associazioni e fondazioni, che continuiamo a ringraziare per il supporto economico-logistico, probabilmente la situazione delle  nostre aquile di Bonelli sarebbe di certo diversa da quella attuale,  la specie si avvierebbe verso una veloce rarefazione a causa della sconsideratezza di persone che, rapaci al pugno, hanno il coraggio di definirsi amanti e protettori dell'ambiente ed addirittura educatori ambientali.
In conclusione, ribadiamo il nostro impegno per portare a termine questa sofferta stagione riproduttiva, che ha visto diversi ritardi nel periodo di cova, numerosi probabili fallimenti naturali, a cui si aggiunge l'episodio del furto. Le attività, dunque, proseguono con grande impegno, professionalità e motivazione.