Un’Aquila di Bonelli trasferita in Spagna: il GTR tra i partner dell’operazione

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Fotografia dell'esemplare durante la perizia sullo stato di salute dopo il sequestro

Un esemplare della rara Aquila di Bonelli proveniente dalla Sicilia, non più liberabile in natura, è stata trasferita in Spagna, presso il centro GREFA (Grupo para la Recuperación de la Fauna Autóctona y su Hábitat) di Madrid dove sarà inserita in un progetto di allevamento in cattività avviato negli anni precedenti, i cui piccoli ritorneranno in Sicilia per rinforzare la esigua popolazione siciliana. L'operazione è stata effettuata grazie alla collaborazione tra il Gruppo Tutela Rapaci Sicilia, impegnato nelle attività di conservazione degli Uccelli Rapaci nel territorio Siciliano, alla Riserva Naturale Lago di Vico (VT), al Servizio CITES Centrale di Roma del Corpo Forestale dello stato ed al Ministerio de Agricultura, Alimentación y Medio Ambiente spagnolo ed al GREFA.

Questa specie, ormai rara in tutto il bacino del mediterraneo anche perchè minacciata da fattori di trasformazione del paesaggio, è stata soggetta per anni al prelievo di uova e pulcini da parte di trafficanti senza scrupoli, che ricavavano dalla vendita  illegale di ogni esemplare fino a 20.000 euro. Questo traffico interessa, oltre all'Aquila di Bonelli, anche il Falco Lanario, specie tra le più a rischio in Europa.

Il Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato e la Regione Siciliana, nel 2010, hanno iniziato un'attività investigativa che ha portato al sequestro di molti esemplari di uccelli rapaci, tra cui la stupenda femmina che da oggi sarà inserita nell'importante progetto di conservazione “Red Bonelli”, che prevede la riproduzione in cattività degli esemplari sequestrati e la liberazione nel territorio siciliano dei piccoli nati.

Questo esemplare di Aquila del Bonelli, sequestrato nel 2014 è stato trasferito dapprima al CRAS della Riserva Naturale del lago di Vico, al fine di predisporre la documentazione per l'esportazione e dove un team di esperti ha provveduto al suo mantenimento in condizione di salute eccellenti. Oggi  finalmente inizia il suo nuovo percorso che la porterà in Spagna, dove già, negli anni precedenti, sono stati inviati dalla Sicilia altri due esemplari della specie, frutto di altrettanti sequestri operati dal Corpo Forestale,  per il progetto di riproduzione in cattività, essendo degli animali non più in grado di essere rilasciati in natura.

Questa operazione corona anni di lavoro del Gruppo Tutela Rapaci Sicilia.  Dal 2011, anno in cui sono stati scoperti dei bracconieri che prelevavano dei pulcini dai nidi, volontari provenienti da tutta Europa hanno effettuato una capillare attività di sorveglianza che ha permesso di contrastare i prelievi che rischiavano di far scomparire in pochissimo tempo questa spettacolare specie dai cieli siciliani.

Il rischio di estinzione di talune specie di rapaci legato a questo fenomeno, che coinvolge trafficanti e falconieri, molti dei quali hanno utilizzato animali prelevati in natura per spettacoli definiti “culturali” spesso patrocinati da enti pubblici inconsapevoli, è molto elevato.

Per ridurre questo rischio l'Unione Europea ha finanziato il  Progetto LIFE  ConRaSi (Conservation of Raptors in Sicily), in corso dal 2016 e gestito dal WWF, Dal Grefa, dall' Assessorato del Territorio e dell’Ambiente – Dipartimento Regionale dell’Ambiente (DRA) e dal Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale DRSRT, finalizzato alla conservazione delle specie più rare di rapaci che in Sicilia hanno ancor delle popolazioni significative.

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Primo piano dell'esemplare