2013: il progetto riadozione

Durante il 2013 sono stati monitorati oltre 40 siti, non tutti occupati, con più di 300 visite (ad esclusione dei siti dei campi nei 2 mesi di sorveglianza), 27 giovani si sono involati a cui c’è da aggiungere l’aquilotto liberato nel sito di nascita e riadottato dai genitori. Le coppie territoriali si sono incrementate di ben 5 nuovi nidi rispetto all’anno precedente, frutto delle esplorazioni nei mesi invernali.

Per quanto riguarda i campi, il primo purtroppo ha subito un brutto evento meteorologico durante una notte in un periodo molto critico e la cova è stata abbandonata. Abbiamo quindi concentrato le nostre energie nei restanti 3 campi. Nel secondo e nel terzo abbiamo seguito fino all’involo 2 aquilotti ciascuno. Il quarto campo è stato realizzato in una zona nuova rispetto agli anni scorsi. Il sito è stato scelto perché le notizie che avevamo raccolto negli ultimi anni parlavano di vari insuccessi. E infatti in quest’ultimo campo ci siamo resi conto che il pericolo per il completamento della riproduzione proviene da arrampicatori. Infatti sulla roccia scelta dalla coppia di aquile è attrezzata una parete di arrampicata che è conosciuta dalle persone del luogo e pubblicizzata su vari testi anche stranieri. Nonostante i cartelli di divieto da noi predisposti in collaborazione con l’Azienda Foreste i campisti hanno dovuto persuadere diversi gruppi di rocciatori, soprattutto stranieri. Si è quindi portato all’involo anche qui altre 2 giovani aquile.

PROGETTO RIADOZIONE

Ai primi di maggio abbiamo riscontrato la scomparsa di 2 pulcini in un nido in provincia di Agrigento. I pulcini avevano già circa 45/50 giorni. È stata immediatamente inoltrata la segnalazione al Corpo Forestale dello Stato, Servizio CITES. Purtroppo era un sito nel quale si stavano effettuando uno-due controlli al giorno. Il sabato successivo abbiamo effettuato un sopralluogo nel quale abbiamo raccolto indizi di calpestio e discesa al nido. A seguito delle indagini partite dalla nostra immediata segnalazione sono state ritrovate le 2 aquile in un casolare nei pressi di Alessandria in Piemonte (link). Purtroppo per le cattive condizioni in cui erano state tenute, una delle 2 era morta. La seconda è stata portata in un centro recupero. Saputa la notizia abbiamo subito intuito la possibilità di un immediato reinserimento in natura con un progetto di adozione o “riadozione” da parte dei genitori. È stato quindi presentato un progetto al Corpo Forestale e sono state approntate le procedure per la liberazione. Ottenuta infine l’autorizzazione, constatata la presenza dei genitori in zona e predisposte le procedure per il rilascio, l’aquilotto è stato posizionato nei pressi del nido giorno 29 giugno dopo 50 giorni dal furto. I genitori non hanno mostrato alcun atteggiamento aggressivo e nei giorni seguenti, a seguito di un continuo monitoraggio, l’aquilotto è stato visto ripetutamente in loro compagnia e col gozzo pieno. Il progetto è quindi pienamente riuscito. L’aquilotto è stato dotato di radiotrasmittente e gli sono state decolorate alcune remiganti secondarie per essere monitorato più facilmente. Qui potete seguire la fase iniziale del rilascio:

Alla fine di gennaio è stato realizzato un servizio per la trasmissione televisiva “E se domani” di RAITRE. La puntata è andata in onda il 23 febbraio 2013 e l’impatto è stato positivo.

È stato inoltre girato un documentario con interviste sulle nostre attività nell’ambito di un documentario sull’antibracconaggio realizzato da Luca Verducci che è stato messo on-line sul sito di “Repubblica TV” col titolo “Voli pericolosi”:

Il video ha avuto più di 30.000 visualizzazioni ed è stato oggetto anche di un commento di Michele Serra sul quotidiano “La Repubblica” che ha dato ulteriore risalto al video.

Sul sito web di “Repubblica” in data 14 agosto è stato inserito un articolo dal titolo “Torna in famiglia l’aquilotta rapita” nella rubrica “Il richiamo della foresta”.

Nel corso dell’anno è stato stabilito un contatto con il deputato europeo Andrea Zanoni che si è detto da subito disponibile ad appoggiare le nostre iniziative. Quando abbiamo constatato il furto al nido è stato subito contattato e ha presentato una interrogazione al Parlamento Europeo, a seguito della quale il Commissario europeo ha inviato un richiamo alle autorità italiane per provvedere al problema prendendo tutte le misure atte a debellare il furto di nidiacei al nido, pena sanzioni comunitarie.

Il 31 maggio è stata realizzata una Conferenza Stampa:

In questa Conferenza stampa ci siamo presentati ufficialmente come gruppo per indicare gli scopi delle nostre attività, l’illegalità che si nasconde spesso sotto la pratica della falconeria, esprimere le nostre perplessità sulle attuali modalità di contrasto alla detenzione illecita di rapaci a rischio e presentare le nostre idee e proposte. All’incontro ha partecipato l’On. Zanoni.