Il GTR unisce: una rete di collaborazioni migliorate nel 2019

Nel 2019 il Gruppo Tutela Rapaci ha continuato a operare in sinergia con:

  • il personale del progetto Life ConRaSi per il monitoraggio e la sorveglianza dei siti di Aquila di Bonelli, Lanario e Capovaccaio;

  • il Grefa (Grupo de Rehabilitación de la Fauna Autóctona) per il marcaggio e le attività di allevamento e riproduzione in cattività dell’Aquila di Bonelli e per le attività di reintroduzione dei rapaci sequestrati;

  • i giovani volontari del progetto LIPU Life Choona per la attività di sorveglianza ai nidi;

  • il Raggruppamento Carabinieri CITES per le attività di indagine e perizia dei rapaci detenuti in cattività dai falconieri.

          La collaborazione con il gruppo CITES è finalmente giunta ad una fase operative: le segnalazioni e gli scambi di informazioni degli anni precedenti hanno permesso l’avvio di un’importante operazione di polizia. I volontari del GTR sono stati nominati ausiliari di Polizia Giudiziaria in ogni operazione condotta.

          La collaborazione si è concretizzata nelle seguenti attività:

  • fornitura di materiale fotografico ed informazioni (numeri di targa e nominativi) rilevate durante la attività di controllo e sorveglianza dei nidi;
  • supporto tecnico durante le attività preliminari di indagine;
  • supporto tecnico durante le azioni di controllo dei falconieri;
  • valutazione generale dello stato di salute degli animali controllati;
  • perizia degli animali di dubbia provenienza.

Contrasto a bracconieri e mercato nero: i successi 2019

          Dieci i falconieri rinviati a giudizio a seguito dei controlli effettuati. I volontari del GTR prenderanno parte ai processi in qualità di esperti.

          Sono circa settanta gli animali sequestrati durante le operazioni: appartengono a specie protette fra le quali si segnalano il Lanario, il Pellegrino, il Gheppio, la Civetta. E’ stata sequestrate anche la carcassa di un giovane lanario, deceduto subito dopo essere stato prelevato dal nido.

          Tutti gli animali sequestrati sono stati ricoverati presso il centro recupero fauna selvatica “Stretto di Messina”.

          Oltre agli animali sono stati sequestrati circa 40 documenti CITES falsi e diversi anelli cifrati.

            Le indagini di polizia ci hanno permesso di capire che i furti di rapaci sono indirizzati a quei nidi che non vengono sorvegliati dai volontari del GTR. I falconieri monitorano le aree e realizzano il furto solo dopo aver constatato l’assenza di controllo.

I rapaci tornano in natura.

            In due casi gli ornitologi del GTR sono stati chiamati a prendere parte alle operazioni di reintroduzione in natura dei rapaci sequestrati.

  Nel primo caso si è trattato di un nidiaceo di Pellegrino di circa 18 giorni di età. Personale del GTR, del Life ConRaSi e del Grefa hanno congiuntamente suggerito la tecnica del fostering: il pullo è stato introdotto in un nido tenuto sotto controllo dove erano presenti altri tre giovani e si è regolarmente involato.

  Nel secondo caso, cinque giovani pellegrini, di circa 70 giorni di età, sono stati reintrodotti in ambiente naturale idoneo adottando la tecnica dell’hacking, ritenuta, malgrado l’età avanzata, la soluzione migliore.

gruppo tutela rapaci

Monitoraggio GTR