Chi Siamo/Storia del Progetto

CRONISTORIA DELLE ATTIVITA

2010

Nel 2010, a seguito di un documentato episodio di bracconaggio ad un nido di Aquila di Bonelli e alla conseguente presa di coscienza della vastità del fenomeno, un gruppo di appassionati e studiosi dei rapaci siciliani ha deciso di organizzare delle forme di contrasto al prelievo di pulcini al nido soprattutto di aquila di Bonelli, lanario e capovaccaio. È stato costituito quindi il “Coordinamento Tutela Rapaci Sicilia” formato dai volontari delle seguenti Associazioni: EBN ITALIA, Fondo Siciliano per la Natura, LIPU, MAN, WWF. Nel 2014 gli stessi volontari hanno deciso di organizzarsi in un gruppo di lavoro snello e operativo denominato “Gruppo Tutela Rapaci”.

Segue qui una breve disamina delle principali attività svolte e dei risultati conseguiti anno per anno.

2011

Nel 2011 abbiamo organizzato un campo di sorveglianza dimostrativo alternando 37 volontari per 62 giorni dal 26 marzo al 27 maggio nel sito dove l’anno prima erano stati trovati i falconieri che rubavano il piccolo. I campisti, ognuno in base alle proprie possibilità, hanno dormito o in strutture della zona o in tenda o addirittura in auto. Il giorno 27 maggio l’aquilotto, battezzato Romualdo da 4 campiste, ha lasciato il nido e la notizia è stata ripresa da alcune testate giornalistiche e su siti internet.

Il risalto mediatico al campo di protezione e all’involo dell’aquilotto protetto si è concretizzato in alcuni comunicati stampa da parte di associazioni nazionali (EBN ITALIA, LIPU e WWF), un intervento televisivo con la presenza di Massimiliano Rocco dell’Ufficio Traffic WWF e di un Dirigente del Corpo Forestale dello Stato a “UNO MATTINA”, un resoconto del campo pubblicato sulla rivista “Quaderni di Birdwatching” di EBN ITALIA attraverso alcune pagine del diario di campo stilato giornalmente dai campisti.

Durante l’anno il Corpo Forestale dello Stato e il Corpo Forestale della Regione Siciliana hanno effettuato importanti operazioni di controllo e sequestro di aquile e altri rapaci detenuti in maniera illegale da vari falconieri in tutta Italia, anche a seguito di segnalazioni presentate dal nostro gruppo, e che hanno portato ad un’indagine a capo della Procura di Caltanissetta. In tali controlli siamo stati chiamati come esperti per il riconoscimento delle specie e dell’età dei vari individui visto che spesso il certificato CITES esibito non coincide con la specie e con le età del rapace mostrato. In tutti i casi sono stati sequestrati uccelli per chiara falsificazione del certificato esibito o per non corrispondenza dell’animale con il certificato CITES.

2012

Forti del successo di organizzazione del campo 2011 e di nuove scoperte fatte nel corso di esplorazioni invernali (4 nuovi siti scoperti non noti a nessuno degli esperti di rapaci che fanno parte del gruppo) abbiamo deciso di ampliare le nostre attività oltre che all’organizzazione dei campi anche al monitoraggio completo delle coppie conosciute di Aquila di Bonelli e al contrasto alla falconeria. Ogni sito è stato attribuito ad un responsabile che ha avuto il compito di frequentare il sito periodicamente. Nel corso quindi del 2012 sono state effettuate oltre 200 uscite sui siti monitorati esclusi i 4 campi dove si è stazionato continuativamente per circa 60 giorni ed è stato verificato l’involo di 33 aquilotti. Tutti i dati sono stati utilizzati per la stesura di un poster che è stato presentato ufficialmente a nome del CTRS al Convegno sui rapaci che si è svolto a Treviso nel settembre 2012. (PDF)

I campi organizzati sono stati 4 con 77 campisti coinvolti. Nel primo campo, in un sito di nuova scoperta, si sono involati 2 aquilotti. Nel secondo campo, dove nel 2011 avevamo riscontrato un furto di 2 aquilotti, abbiamo seguito fino all’involo altri 2 aquilotti. Nel terzo c’è stata la morte naturale di un aquilotto; il campo è stato spostato in un sito vicino dove la coppia era ancora in cova per una probabile seconda deposizione (dubbio furto uova dal primo nido utilizzato). Qui la nascita è stata molto tardiva e l‘involo è avvenuto il 17 luglio. In questo sito abbiamo assistito alla presenza di un helper, un immaturo che è andato al nido e ha imbeccato il pulcino. Infine nel quarto campo si è avuto l’involo di altre 2 aquile anche se verso la fine dell’allevamento è stata riscontrata la morte della femmina adulta immediatamente rimpiazzata da una immatura. Gli aquilotti comunque già mangiavano da soli e sono arrivati normalmente all’involo. Dai campi di sorveglianza quindi si sono sempre involati tutti gli aquilotti (a parte l’episodio di morte naturale).

Nel corso della stagione riproduttiva abbiamo sistemato alcune fototrappole nei siti più facilmente raggiungibili e più a rischio. In tutti i siti dove sono state sistemate le fototrappole non si è avuto alcun furto.

Il 21 marzo 2012 abbiamo firmato un Protocollo d’Intesa con Azienda Foreste Demaniali della Sicilia e Corpo Forestale della Sicilia per organizzare insieme attività di tutela delle specie di rapaci a rischio estinzione in Sicilia.

Avendo saputo di una sagra in cui si sarebbe svolto uno spettacolo di falconeria ci siamo attivati per organizzare, congiuntamente al Corpo Forestale regionale, un controllo della legittimità della detenzione degli animali. In tale controllo, effettuato a fine maggio a Geraci (PA), siamo stati presenti ed è stata verificata l’errata corrispondenza delle età degli animali con i documenti esibiti (link). Tali documenti nella realtà erano già di per sè non rispondenti alla normativa e inoltre un lanario presentava un anello falso e poi dichiarato come tolto ad un gufo morto. Il falconiere è stato denunciato e successivamente condannato ad un’ammenda e al sequestro dei 2 lanari. Contestualmente è stata inviata una lettera di protesta al Dirigente del Parco delle Madonie in quanto questo evento era inserito in un programma del Parco. La risposta è stata di accoglimento della nostra richiesta di non patrocinare più tali manifestazioni.

Abbiamo portato avanti collaborazioni internazionali entrando in contatto, e successivamente inserendo nel CTRS, anche 2 associazioni estere: il CABS e il FIR nella sua delegazione del Belgio.

È stata eseguita una ricerca su dati storici e su liste di birdwatching per individuare le osservazioni di giovani ed individui immaturi di aquila di Bonelli con la data e il luogo dell’osservazione. Per la salvaguardia di una popolazione è importante conoscere le aree dove i giovani trascorrono il periodo fino al raggiungimento della maturità (aree di dispersione giovanile). La bibliografia cita dati quasi esclusivamente riferibili alla popolazione spagnola. La popolazione siciliana, che è isolata, ha sicuramente delle dinamiche differenti ma al momento non c’è in bibliografia materiale riguardante la situazione. A questo punto ci siamo posti il problema e abbiamo raccolto tutte le segnalazioni storiche e abbiamo invitato gli iscritti alle liste di birdwatching a segnalarci tutte le osservazioni di giovani. Abbiamo quindi notato un incremento nelle segnalazioni, ovviamente frutto della nostra richiesta, ma che sta contribuendo all’acquisizione di maggiori informazioni fenologiche.

Durante le attività di monitoraggio abbiamo anche cercato di controllare l’eventuale cambio nella composizione di una coppia. Questo perché ogni controllore deve verificare l’età dei riproduttori. In natura ovviamente esiste la possibilità di morte di un adulto con sostituzione da parte di un altro adulto o di un immaturo. Nel primo caso, senza anelli o altri sistemi identificativi, è impossibile capire che è avvenuto un avvicendamento (studi spagnoli indicano la presenza di un pool di adulti “erranti” non territoriali che tende ad occupare siti dove si verifica un evento di morte di un componente della coppia). Invece quando un adulto viene sostituito da un immaturo o da un giovane adulto è possibile verificarne l’avvicendamento. La morte di un adulto è un evento molto grave e pericoloso per la dinamica della popolazione. Se la mortalità dei giovani dall’involo alla maturità è di circa il 90%, la mortalità degli adulti, insediati in un territorio che conoscono, è di solito inferiore al 10%. E invece abbiamo assistito a diversi cambi, uno anche in piena stagione riproduttiva in una coppia con pulcini ancora nel nido. Abbiamo anche realizzato un archivio di foto dei riproduttori in volo. Dall’analisi del piumaggio è possibile, anche se ancora in via di studio, cercare di capire se sono avvenute sostituzioni da un anno all’altro in una coppia riproduttiva.

Oltre ad articoli e richieste di partecipazione e donazione sui siti e nei periodici delle associazioni del Coordinamento, sono stati pubblicati nel corso dell’anno sulle nostre attività:

  • un articolo sul Venerdì di Repubblica del 13 aprile 2012 dal titolo:” L’Aquila di Bonelli cerca volontari contro i rapitori di pulcini”(link);

  • un articolo nel numero di giugno-luglio di Oasis dal titolo: “Lo stretto dei bracconieri”.

2013

Durante il 2013 sono stati monitorati oltre 40 siti, non tutti occupati, con più di 300 visite (ad esclusione dei siti dei campi nei 2 mesi di sorveglianza), 27 giovani si sono involati a cui c’è da aggiungere l’aquilotto liberato nel sito di nascita e riadottato dai genitori. Le coppie territoriali si sono incrementate di ben 5 nuovi nidi rispetto all’anno precedente, frutto delle esplorazioni nei mesi invernali.

Per quanto riguarda i campi, il primo purtroppo ha subito un brutto evento meteorologico durante una notte in un periodo molto critico e la cova è stata abbandonata. Abbiamo quindi concentrato le nostre energie nei restanti 3 campi. Nel secondo e nel terzo abbiamo seguito fino all’involo 2 aquilotti ciascuno. Il quarto campo è stato realizzato in una zona nuova rispetto agli anni scorsi. Il sito è stato scelto perché le notizie che avevamo raccolto negli ultimi anni parlavano di vari insuccessi. E infatti in quest’ultimo campo ci siamo resi conto che il pericolo per il completamento della riproduzione proviene da arrampicatori. Infatti sulla roccia scelta dalla coppia di aquile è attrezzata una parete di arrampicata che è conosciuta dalle persone del luogo e pubblicizzata su vari testi anche stranieri. Nonostante i cartelli di divieto da noi predisposti in collaborazione con l’Azienda Foreste i campisti hanno dovuto persuadere diversi gruppi di rocciatori, soprattutto stranieri. Si è quindi portato all’involo anche qui altre 2 giovani aquile.

PROGETTO RIADOZIONE

Ai primi di maggio abbiamo riscontrato la scomparsa di 2 pulcini in un nido in provincia di Agrigento. I pulcini avevano già circa 45/50 giorni. È stata immediatamente inoltrata la segnalazione al Corpo Forestale dello Stato, Servizio CITES. Purtroppo era un sito nel quale si stavano effettuando uno-due controlli al giorno. Il sabato successivo abbiamo effettuato un sopralluogo nel quale abbiamo raccolto indizi di calpestio e discesa al nido. A seguito delle indagini partite dalla nostra immediata segnalazione sono state ritrovate le 2 aquile in un casolare nei pressi di Alessandria in Piemonte (link). Purtroppo per le cattive condizioni in cui erano state tenute, una delle 2 era morta. La seconda è stata portata in un centro recupero. Saputa la notizia abbiamo subito intuito la possibilità di un immediato reinserimento in natura con un progetto di adozione o “riadozione” da parte dei genitori. È stato quindi presentato un progetto al Corpo Forestale e sono state approntate le procedure per la liberazione. Ottenuta infine l’autorizzazione, constatata la presenza dei genitori in zona e predisposte le procedure per il rilascio, l’aquilotto è stato posizionato nei pressi del nido giorno 29 giugno dopo 50 giorni dal furto. I genitori non hanno mostrato alcun atteggiamento aggressivo e nei giorni seguenti, a seguito di un continuo monitoraggio, l’aquilotto è stato visto ripetutamente in loro compagnia e col gozzo pieno. Il progetto è quindi pienamente riuscito. L’aquilotto è stato dotato di radiotrasmittente e gli sono state decolorate alcune remiganti secondarie per essere monitorato più facilmente. Qui potete seguire la fase iniziale del rilascio:

 

Alla fine di gennaio è stato realizzato un servizio per la trasmissione televisiva “E se domani” di RAITRE. La puntata è andata in onda il 23 febbraio 2013 e l’impatto è stato positivo.

È stato inoltre girato un documentario con interviste sulle nostre attività nell’ambito di un documentario sull’antibracconaggio realizzato da Luca Verducci che è stato messo on-line sul sito di “Repubblica TV” col titolo “Voli pericolosi”

Il video ha avuto più di 30.000 visualizzazioni ed è stato oggetto anche di un commento di Michele Serra sul quotidiano “La Repubblica” che ha dato ulteriore risalto al video.

Sul sito web di “Repubblica” in data 14 agosto è stato inserito un articolo dal titolo “Torna in famiglia l’aquilotta rapita” nella rubrica “Il richiamo della foresta”.

Nel corso dell’anno è stato stabilito un contatto con il deputato europeo Andrea Zanoni che si è detto da subito disponibile ad appoggiare le nostre iniziative. Quando abbiamo constatato il furto al nido è stato subito contattato e ha presentato una interrogazione al Parlamento Europeo, a seguito della quale il Commissario europeo ha inviato un richiamo alle autorità italiane per provvedere al problema prendendo tutte le misure atte a debellare il furto di nidiacei al nido, pena sanzioni comunitarie.

Il 31 maggio è stata realizzata una Conferenza Stampa

nella quale ci siamo presentati ufficialmente come gruppo per indicare gli scopi delle nostre attività, l’illegalità che si nasconde spesso sotto la pratica della falconeria, esprimere le nostre perplessità sulle attuali modalità di contrasto alla detenzione illecita di rapaci a rischio e presentare le nostre idee e proposte. All’incontro ha partecipato l’On. Zanoni.

2014

MONITORAGGI

Nel 2014 sono stati controllati oltre 50 siti, ovviamente non tutti occupati, con 340 visite escludendo lo stazionamento per almeno 70 giorni nei 5 siti dei campi. Considerando la consistenza della popolazione, è possibile osservare un aumento, dovuto di certo sia ad un reale incremento dei siti riproduttivi che ad una maggiore esplorazione. Nel 2012 la popolazione nota aumentava del 27% rispetto al censimento del 2010 e di anno in anno si è assistito ad un incremento nel numero dei siti conosciuti e occupati rispettivamente del 7% nel 2013 e del 23% nel 2014.

A fronte di questa considerazione purtroppo va rivelato come quest’anno siano aumentati i fallimenti. Nel periodo di schiusa, intorno alla fine di marzo/primi di aprile, abbiamo riscontrato molti abbandoni della cova. Purtroppo in nessun caso siamo riusciti a dimostrare la predazione umana ma i sospetti di furto delle uova nella parte terminale della cova sono molto alti. A riprova di ciò alcune segnalazioni di presenze sospette di stranieri in quei giorni in Sicilia, comportamenti strani degli adulti con apporto di materiale al nido se non addirittura costruzione di un nuovo nido e atteggiamenti di preparazione alla cova e il caso di una seconda deposizione in un sito che lascia fortemente sospettare la causa non naturale nella perdita delle prime uova.

L’incremento di almeno 88 aquilotti involati nei 3 anni di nostro controllo ha sicuramente determinato un aumento del numero di immaturi e sub-adulti in giro per l’isola e ciò è verificabile dal numero di osservazioni segnalate da settembre 2013. Questo è un primo tangibile effetto della nostra attività e della diminuzione del furto di pulcini al nido ma potrebbe essere condizionato da un incremento di segnalazioni e dal convogliamento di questi dati ad un’unica fonte. Nella realtà crediamo che l’incremento del pool di floaters ci sia ma un altro è il segno confortante che ci induce a pensare che realmente si stia verificando un cambio di rotta: la scoperta di coppie territoriali in siti nuovi. Normalmente da letteratura è risaputo che l’aquila di Bonelli difficilmente colonizzi nuovi territori e, nella migliore delle ipotesi, tenda a riutilizzare siti storici abbandonati. Questi episodi sono comunque descritti in bibliografia come molto rari e invece abbiamo riscontrato almeno 6 siti che negli ultimi 2 anni sono stati sede di nuovi insediamenti. Le pareti dove sono state trovate nuove coppie sono siti monitorati nel passato per essere siti di altri rapaci e quindi periodicamente controllati e negli anni scorsi mai era stata segnalata la presenza di aquile. Quindi ci troviamo di fronte a sicuri nuovi insediamenti. Inoltre, e questa è la notizia più bella di tutte, una nuova coppia, insediatasi in un sito del tutto nuovo e in una zona completamente diversa dalle altre a noi note, è formata da un maschio al 4° cy (nato 2011) e una femmina al 3° (nata 2012), quindi individui nati dopo l’inizio delle nostre attività sul campo. Questa coppia si è anche riprodotta tardivamente e l’abbiamo seguita quasi giornalmente con un ulteriore sforzo organizzativo fino all’involo dell’aquilotto avvenuto il 13 luglio. Non si è trattato comunque dell’ultimo aquilotto involato in quanto l’ultimo ha lasciato il nido il 23 luglio mentre il primo involo era stato il 9 maggio.

Quest’anno sono stati programmati 6 campi nei quali sono stati impegnati 48 campisti. In uno si è avuto l’abbandono della cova col riscontro del nido vuoto e quindi sono stati portati a termine 5 campi dai quali si sono involati complessivamente 7 aquilotti.

Come nel passato, a parte la morte naturale di un individuo che comunque nei primi giorni di osservazione era stato oggetto di cainismo da parte del fratello e quindi potrebbe essere stato defedato da tale comportamento, e il caso della scomparsa delle uova da un sito, scomparsa avvenuta prima dell’inizio della sorveglianza, tutti i campi hanno portato all’involo gli aquilotti, cioè non ci sono stati episodi di bracconaggio.

Sono state piazzate alcune fototrappole e in nessun caso si sono avuti episodi di bracconaggio e le nidificazioni di questi siti sono andate a buon fine. La novità rispetto al passato è stata l’utilizzazione di una web-cam puntata al nido e resa pubblica su internet sul sito di EBN Italia che ha acquistato le attrezzature necessarie. (LINK)

È stato realizzato un documentario dal titolo “Ladri di aquile

 

Il filmato è andato in onda nel programma di RAI 2 “Cronache animali” in data 11 maggio.

A seguito della divulgazione del documentario siamo stati contattati dagli organizzatori del festival di corti “Shortini Film Festival”che si svolge ad Augusta in estate e il documentario è stato inserito in una serata dedicata alla legalità. Abbiamo quindi partecipato alla proiezione e al dibattito che ne è seguito.

Il 15 ottobre siamo stati a Siracusa a presenziare un incontro con l’Associazione “Natura Sicula” con la proiezione del documentario e un dibattito.

A seguito della segnalazione di uno spettacolo di falconeria all’interno di un seminario di approfondimento che si sarebbe svolto presso l’Università di Reggio Calabria abbiamo inviato delle lettere di protesta e successivamente siamo stati contattati del Direttore del Dipartimento responsabile dell’iniziativa. Ne è seguito un incontro nel quale il Direttore si è dimostrato sensibile alle nostre rimostranze e, pur non potendo ormai annullare il seminario in questione, ci ha concesso uno spazio. Abbiamo quindi organizzato un seminario dal titolo La conoscenza degli uccelli da preda e la loro tutela per la conservazione della biodiversità dell’area mediterranea” in data 13 maggio al quale hanno partecipato in qualità di relatori Massimiliano Di Vittorio, Angelo Scuderi e Giovanni Malara.

Il 29 novembre a Marsico Nuovo (PZ) una delegazione del GTR ha presentato un contributo al convegno “La situazione del lanario in Italia: problemi e prospettive”, organizzato dall’Associazione Altura, contribuendo a evidenziare le minacce per i rapaci italiani nel documento risolutivo prodotto al termine del convegno. (LINK)

2015

MONITORAGGI AQUILA DI BONELLI

Già dal mese di Novembre 2014 sono iniziati i monitoraggi soprattutto per trovare i siti di nidificazione delle coppie nuove scoperte tardivamente nel 2014 ed è proseguita l’attività di esplorazione che ha portato alla scoperta di altre 2 nuove coppie ad inizio febbraio. Anche in questo caso si tratta certamente di nuovi insediamenti.

Alla fine della stagione riproduttiva abbiamo documentato l’involo di 27 giovani aquile.

Purtroppo abbiamo anche constatato la morte nel nido di 3 aquilotti. In un caso si è trattato del tragico crollo del nido: l’aquilotto, già di una 40ina di giorni, è rimasto schiacciato sotto ai grossi rami della struttura crollata con un pezzo di parete. Nel secondo caso si è trattato di una predazione da parte di un mustelide. Nel terzo caso uno dei 2 aquilotti della coppia non è stato più osservato e probabilmente è morto nel nido dopo alcuni giorni di vita.

Continuano le osservazioni di giovani e immaturi durante tutto l’anno in numeri sempre superiori a quelli datati prima dell’inizio delle nostre attività.

CAMPI

Per quanto riguarda i campi quest’anno sono iniziati prima della schiusa in quanto avevamo indicazione per il 2014 di furti di uova. La presenza di campisti in zona già dai primi di marzo, alcune strategie di spostamento e visibilità sul territorio, hanno sicuramente pagato in quanto abbiamo constatato l’involo anche di giovani lanari in zone vicine nelle quali gli anni scorsi erano avvenuti dei, diciamo così, “fallimenti”. Degli 8 siti da sorvegliare ne sono stati seguiti fino al termine 6 con l’involo di 7 aquilotti. Nei rimanenti 2 la nidificazione è stata abbandonata per cause naturali.

CAMPO 1

In questo campo sono stati controllati 3 siti tra quelli più a rischio predazione. La logistica delle postazioni è stata cambiata sia per minimizzare il disturbo sia per cambiamenti nel sito di nidificazione, sia per un cambio di strategia che ha portato i campisti a farsi vedere di più sul territorio e non solo in zona nido. Soprattutto l’attenzione è stata posta nel controllo delle vie di accesso. Si sono succeduti nell’arco dei 3 mesi 18 campisti, un numero sicuramente inferiore a quello degli anni scorsi perché alcuni campisti del Gruppo hanno coperto la maggior parte dei turni. Si auspica in futuro una maggiore partecipazione e un maggior sforzo per reclutare campisti. Da rilevare la presenza di 2 campisti svizzeri donatori del CABS, di 3 campisti del Nord Italia e della responsabile per la svizzera della SPA. Durante la sorveglianza sono stati contattati 2 volte dei noti falco/bracconieri. Vari incontri inoltre ci sono stati con persone che si sono avvicinate per fotografare il pulcino al nido. Il campo è stato chiuso il 31 maggio dopo l’involo dell’ultimo aquilotto. Negli altri 2 siti in cui l’involo si era già verificato sono stati seguiti e controllati i primi giorni di volo libero degli aquilotti. In totale si sono involati 3 aquilotti, 1 per sito.

CAMPO 2

Il campo di sorveglianza ha interessato anche in questo caso 3 siti. In uno di essi si è però verificato l’abbandono della cova per cui alla fine si è sorvegliato costantemente un sito e monitorato frequentemente un secondo. Gli aquilotti involati sono stati in tutto 3.

Alle operazioni hanno partecipato 18 volontari. Nel complesso si contano più di 1000 ore di sorveglianza, a cui si aggiungono le attività di educazione ambientale condotte in laboratori pomeridiani al Museo Didattico di Storia Naturale di Niscemi e con gli scout durante varie escursioni. I campisti hanno alloggiato gratuitamente presso la foresteria di Casa LIPU che ha ricevuto ottime recensioni per accoglienza, servizi e comfort. La sorveglianza ha permesso di acquisire importanti dati sulla biologia e l’ecologia della specie.

CAMPO 3

La deposizione è avvenuta tardivamente e il campo è iniziato il 28 marzo. Purtroppo la coppia, o il trio, ha covato invano fino al 18 maggio quando ha definitivamente abbandonato. In questo sito era prevista l’attivazione della stessa web-cam dello scorso anno che ovviamente non è stata messa in funzione. Durante i turni sono stati osservati spesso 3 individui, 2 adulti e una femmina immatura che sembra abbiano covato alternandosi. Alla fine sospettiamo che proprio questa formazione “poco usuale” abbia portato a problemi di fecondità delle uova. Interessante anche l’avvistamento per 2 volte di un grifone in volteggio (stile Spagna). Si sono succeduti 10 volontari, la maggior parte con turni giornalieri, pochi giorni con alloggio in B&B. Per 2 volte sono stati contattati dai campisti gli stessi falco/bracconieri incontrati al campo 1.

CAMPO 4

Il campo 4, svoltosi quest’anno in località differente rispetto agli anni 2013 e 2014, è iniziato il 1° aprile, preceduto la settimana prima da sopralluoghi quasi quotidiani, ma la schiusa probabilmente è avvenuta il 2 aprile, primo giorno in cui è stato visto il pulcino. L’involo dell’aquilotto è avvenuto il 28 maggio, dunque al 57° giorno di vita del pullo che è stato poi osservato fuori dal nido e in volo con i genitori nei giorni successivi.

I campisti sono stati 20. Dalla fine di aprile alcuni volontari (quelli che permanevano più giorni di seguito) hanno potuto usufruire del pernottamento presso un affittacamere poco distante dal sito.

MONITORAGGI CAPOVACCAIO

Durante questa stagione riproduttiva, anche in funzione della partecipazione del Gruppo Tutela Rapaci all'importantissimo Egyptian Vulture Action plan Workshop di Sofia, il gruppo di lavoro ha condotto una approfondita ricognizione dei siti riproduttivi di Capovaccaio (sia storici che di occupazione recente), continuando comunque l' attività di monitoraggio della popolazione siciliana di questa specie che diversi membri del gruppo conducono da più di venticinque anni.

Il risultato è, considerando la situazione italiana della specie, incoraggiante, in quanto sono state censite sei coppie per cinque delle quali è stato verificato il successo riproduttivo con l'involo di otto giovani. In uno dei siti si è ritenuto opportuno operare un supporto alimentare, per cui è stato attivato un carnaio volante che, approvvigionato durante la nidificazione, ha probabilmente aiutato la coppia nell'allevamento dei due giovani, involati con successo. 
Inoltre l'osservazione di diversi individui in altre aree della Sicilia testimonia l'importanza di questa regione per la conservazione del Capovaccaio, anche in considerazione del fatto che comunque l'isola è anche attraversata durante la migrazione dalla restante parte della popolazione, e la necessità di operare delle serie azioni di conservazione a livello regionale, di cui di certo il progetto LIFE approvato quest'anno, che ha delle azioni mirate per il Capovaccaio, può essere una eccellente piattaforma di partenza.

 

SISTEMI DI SORVEGLIANZA REMOTI

Nei mesi di dicembre e gennaio sono state sistemate delle staffe per preparare l’installazione delle fototrappole. Ne sono state approntate diverse per ogni sito in modo da utilizzare quelle più opportune in considerazione della scelta del nido. Già ai primi di febbraio ne sono state attivate alcune lungo percorsi di avvicinamento alla parete. Alla fine sono state utilizzate 20 fototrappole, alcune nello stesso sito incrociando le posizioni.

PROGETTI

Il 2 febbraio le 2 aquile che erano state sequestrate a falco/bracconieri e che erano state affidate per diversi mesi al Centro di Ficuzza sono state inviate in Spagna al GREFA nell’ambito del progetto per la riproduzione in cattività e la successiva liberazione in Sicilia degli aquilotti nati. A causa della stagione riproduttiva ormai avanzata è stato deciso di metterli in riproduzione dal prossimo anno e quindi presumibilmente nella stagione 2016 avremo degli aquilotti nati in cattività da seguire e portare all’involo.

Nel mese di Aprile siamo venuti a conoscenza di un’aquila sequestrata e affidata al Centro Recupero di Valcorrente (CT). Siamo intervenuti con una relazione sullo stato dell’animale e, avendo rilevato l’inopportunità del rilascio in natura, abbiamo fatto formale richiesta di invio al GREFA. Al momento l’aquila si trova presso un Centro Recupero nel Lazio.

LOTTA ALLA FALCONERIA

Sono state effettuate delle perquisizioni in cui alcuni di noi sono stati chiamati a collaborare come esperti per riconoscere le specie. Purtroppo tali controlli, molto limitati nel numero, sono stati effettuati solo fuori dalla Sicilia. Alcuni animali, soprattutto pellegrini, sono stati posti sotto sequestro per irregolarità della detenzione. In questa attività va rilevata l’ingente lavoro svolto dall’Ufficio Traffic del WWF grazie al quale sono state condotte molte indagini per potrebbero in futuro dare risultati positivi.

PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE

Nel corso dell’anno sono stati pubblicati i seguenti lavori scientifici frutto anche del contributo delle attività del GTR:

Release and Readoption of a Rescued Nestling Bonelli's Eagle (Aquila fasciata) – Massimiliano Di Vittorio, Salvatore Grenci, Giovanni La Grua, Carmelo Bucolo, Angelo Scuderi, Francesco Palazzolo, Eduardo Di Trapani, Giuseppe Rannisi, Gabriele Giacalone, Andrea Ciaccio, Marco Fiori, Massimiliano Rocco -

Journal of Raptor Research 49(1):103-105.

Distribution Of The Lanner Falcon Falco Biarmicus Feldeggii In Sicily At Two Spatial Scales

Massimiliano DI VITTORIO, Andrea CIACCIO, Salvatore GRENCI, Luca LUISELLI -

Ardeola 62(1), 2015, 81-94

Inoltre Massimiliano Di Vittorio ha partecipato, in qualità di rappresentante del GTR, ai primi di luglio ad un Convegno internazionale in Bulgaria sul capovaccaio.